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Le Liquidazioni Giudiziali ed i Fallimenti dichiarati nella Regione Sicilia al 31 dicembre 2025

Alberto Valcarenghi, Dottore commercialista in Cremona

17 Aprile 2026

Con il presente elaborato si evidenzia il numero delle liquidazioni giudiziali e dei fallimenti dichiarati nella Regione Sicilia, al 31 dicembre 2025, con alcuni confronti e considerazioni. 
Riproduzione riservata
Con il presente elaborato si evidenzia il numero delle liquidazioni giudiziali e dei fallimenti dichiarati nella Regione Sicilia al 31 dicembre 2025 con alcuni confronti e considerazioni. Vengono di seguito riportate quattro tabelle, che evidenziano rispettivamente: 
1 il numero delle liquidazioni giudiziali e dei fallimenti dichiarati nella Regione Sicilia per ogni Tribunale al 31 dicembre dell’anno 2025 confrontati con le liquidazioni giudiziali ed i fallimenti dichiarati al 31 dicembre dell’anno 2024; 
2) il numero delle liquidazioni giudiziali e dei fallimenti dichiarati al 31 dicembre dell’anno 2025 confrontati con i fallimenti dichiarati al 31 dicembre dell’anno 2019 (anno precedente alla pandemia COVID); 
3) il numero delle liquidazioni giudiziali e dei fallimenti dichiarati negli ultimi 6 anni dall’anno 2020 all’anno 2025 con indicazione della media dei sei anni; 
4) il confronto tra le liquidazioni giudiziali ed i fallimenti medi dichiarati in 6 anni dal 2020 al 2025 con i fallimenti dichiarati al 31/12/2019. 
Si precisa che nel presente elaborato, con il termine procedure vengono indicate le liquidazioni giudiziali ed i fallimenti. Inoltre vengono citati alcuni studi ed analisi nazionali e regionali. In premessa vengono sintetizzati dei dati della Banca d’Italia ed alcuni cenni storici sulla bellissima città di Siracusa che ha rappresentato una delle città più importanti della Grecia d’occidente. Nell'antica Grecia, il concetto di "fallimento" non era solo economico o personale, ma spesso legato a una visione etica, politica e sociale, dove l'onore (timè) e la reputazione erano fondamentali. I fallimenti potevano portare alla rovina sociale, all'esilio o a punizioni severe. 

I DATI DELLA BANCA D’ITALIA 
La Banca d’Italia in data 10 novembre 2025 ha pubblicato il rapporto n. 40 relativo all’Economia della Sicilia relativo al primo semestre 2025. Di seguito vengono sintetizzati alcuni aspetti della presente analisi. 
Nel corso del primo semestre del 2025, in base agli indicatori economici regionali, il prodotto della Sicilia è aumentato dell'1,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, evidenziando una crescita superiore a quella media nazionale ed a quella del Mezzogiorno. 
In relazione ai principali settori produttivi, si segnala quanto segue: 
- Industria: nonostante una diminuzione delle esportazioni registrata nel primo semestre 2025, il numero delle società che hanno avuto un aumento del fatturato è aumentato. Le aspettative a breve termine sono cautamente positive. 
- Costruzioni: l'attività si è mantenuta sui livelli elevati degli ultimi anni, sospinta dalla realizzazione di lavori pubblici e dalla ripresa del mercato immobiliare 
- Servizi: nel settore dei servizi privati finanziari i risultati reddituali si sono confermati positivi per la maggior parte delle imprese. 
Nel complesso la rischiosità del credito bancario alla clientela residente in regione è rimasta contenuta: il tasso di deterioramento è lievemente diminuito e l'incidenza dei crediti deteriorati sul totale è rimasta stabile. 
In relazione al mercato del lavoro, l'occupazione ha continuato ad aumentare, sebbene con un'intensità inferiore rispetto al 2024, mostrando comunque un tasso di crescita più elevato di quello osservato sia nella media nazionale, sia nel Mezzogiorno. Il tasso di attività ha registrato un ulteriore incremento; il numero di persone in cerca di lavoro si è lievemente ridotto, ma il tasso di disoccupazione si è confermato su livelli doppi rispetto al dato italiano. 

SIRACUSA UNA DELLE CITTA’ PIU’ IMPORTANTI DELLA GRECIA D’OCCIDENTE 
La storia di Siracusa rappresenta uno dei capitoli più importanti dell'intera civiltà mediterranea, un palinsesto vivente dove si sono stratificati quasi tremila anni di Storia. 
Fondata nell’VIII secolo a.C. da coloni Corinzi, la città manifestò sin dalle origini una vitalità dirompente. Partendo dall'isola di Ortigia, il nucleo primitivo si espanse rapidamente sulla terraferma dando vita a una configurazione urbana unica: la Pentapoli. Le cinque città (Ortigia, Acradina, Tiche, Neapolis ed Epipoli) fecero di Siracusa la metropoli greca d’Occidente per antonomasia, capace di proiettare la propria influenza attraverso sub-colonie strategiche come Eloro, Akrai, Kasmenai e Camarina, poste a difesa di un territorio vasto e produttivo. 
Sotto la guida di straordinari condottieri come Gelone, Ierone e Dionigi, Siracusa divenne una città ricca e potente. Fu un polo d'attrazione per i più grandi intellettuali dell'epoca, tra cui i poeti Pindaro ed Eschilo e il filosofo Platone, e costruì il monumento che più di tutti la rappresenta: il Teatro. 
Negli equilibri geopolitici del Mediterraneo antico, Siracusa fu sempre impegnata ad arginare qualunque tentativo di espansione punica in Sicilia. Nel 480 a.C. Gelone sconfisse i Cartaginesi a Imera, imponendo una pace che, secondo Montesquieu, fu ammirevole poiché vietava l'immolazione dei fanciulli. A celebrazione di tale vittoria sorse l’Athenaion (Tempio in onore della Dea Atena). 
Successivamente, nel 413 a.C., la città resistette all’assedio della flotta ateniese durante la seconda fase della guerra del Peloponneso, sconfiggendo i nemici sia in mare che sulla terraferma presso il fiume Assinaro. La battaglia terminò con la disfatta ateniese e la prigionia dei vinti nelle Latomie, dove si narra che la salvezza fosse concessa a chi sapeva recitare a memoria i versi delle tragedie. 
Tuttavia, il destino di Siracusa cambiò nel 212 a.C. quando, nonostante le macchine belliche progettate da Archimede, la città capitolò sotto l'assedio delle truppe di Roma. 
Sotto il dominio romano, dopo un'iniziale stasi, la città visse una nuova fase monumentale nel I secolo A.C. con la costruzione dell’Anfiteatro e di un arco monumentale. 
Da quel momento iniziò una fase di trasformazione che vide anche la rapida ascesa del Cristianesimo. Le catacombe siracusane, seconde per estensione solo a quelle romane, e la figura della vergine Lucia martirizzata sotto Diocleziano nel 304 d.C., testimoniano la vitalità di questa comunità religiosa. Con la caduta dell'Impero Romano, la città subì le invasioni visigote e vandale, per poi essere riannessa ai domini di Bisanzio nel 535 d.C. grazie alle azioni militari dell’imperatore Giustiniano. 
Dopo un terribile assedio, il 21 maggio 878, la città cadde nelle mani degli arabi e il centro politico della Sicilia si spostò stabilmente a Palermo. Nonostante la spedizione del generale bizantino Giorgio Maniace nel 1038, che sottrasse le reliquie di Santa Lucia per portarle a Costantinopoli, la città rimase in mano musulmana fino al 1086, quando gli arabi furono sconfitti dalle truppe normanne. Dopo la definitiva conquista della Sicilia, i Normanni mantennero Palermo come capitale, affascinati dal suo splendore, e Siracusa svolse un ruolo del tutto secondario. 
Successivamente, con la dominazione Aragonese iniziata alla fine del XIII secolo D.C., Siracusa divenne capitale della Camera Reginale, un feudo personale delle regine di Spagna, che garantì alla città un'autonomia amministrativa e una vivacità economica durata fino al 1536. 
L'istituzione della Camera Reginale terminò sotto Carlo V, quando la corona spagnola trasformò Siracusa in una rigida piazzaforte militare in difesa dai turchi. Le fortificazioni furono edificate spogliando i monumenti antichi, segnando la fine di molte attività economiche. Il Seicento fu un secolo durissimo, funestato da carestie, pestilenze e dai catastrofici terremoti del 1542 e del 1693. 
Con l'avvento della dinastia Borbone di Napoli nel 1735 iniziò un periodo di riforme. A causa delle violente rivolte contro la monarchia borbonica nel 1837, la città fu declassata e perse il ruolo di capoluogo in favore di Noto, titolo che le venne restituito solo nel 1865, dopo l'Unità d'Italia. 
Dall’Unità d’Italia e per tutto il Novecento, Siracusa è tornata ad espandersi sulla terraferma. 
Dagli anni Cinquanta del secolo scorso sono state avviate importanti iniziative per il recupero dei monumenti principa­li, con particolare riguardo a quelli racchiusi nel parco archeologico della Neapolis, mentre il patrimonio monumentale e storico-artistico di Ortigia gode di una speciale attenzione culminata nel riconoscimento UNESCO del 2005. 
 
Tabella 1 
CONFRONTO TRA LE LIQUIDAZIONI GIUDIZIALI ED I FALLIMENTI DICHIARATI AL 31/12/2025 CON LE LIQUIDAZIONI GIUDIZIALI ED I FALLIMENTI DICHIARATI AL 31/12/2024 
 
Nei sedici Tribunali della Regione Sicilia, nell’anno 2025 sono stati dichiarati n. 559 liquidazioni giudiziali e fallimenti (nel primo semestre erano stati 282), rispetto alle n. 660 liquidazioni giudiziali e fallimenti dichiarati nell’anno 2024 (nel primo semestre erano stati 333) con un decremento totale di 101 procedure, pari a circa al 15% in meno rispetto al 31 dicembre 2024 (il decremento nel primo semestre 2025 era stato del 15% e quindi nel secondo semestre questo trend è stato confermato). Nell’anno 2023 i fallimenti e le liquidazioni giudiziali dichiarati erano stati 568, con un incremento di 10 procedure rispetto all’anno 2022 pari al 2%. 
Sette Tribunali, precisamente Catania (-43%), Caltanisetta (-58%), Sciacca (-75%), Barcellona Pozzo di Gotto (-25%), Patti (-27%), Siracusa (-19%) e Trapani (-13%) evidenziano un decremento delle procedure, il Tribunale di Palermo evidenzia un incremento delle procedure come gli altri 8 Tribunali. 
I tre Tribunali che hanno evidenziato i maggiori incrementi percentuali sono stati Marsala (+58%), Enna (+50%) e Gela (+44%). 
Al 31 dicembre 2025, il Tribunale di Catania primo Tribunale della Regione ha dichiarato 151 procedure ed evidenzia un decremento di 116 liquidazioni giudiziali e fallimenti, pari al 43% circa, rispetto al 31 dicembre 2024 (l’anno scorso nel medesimo periodo il Tribunale di Catania aveva evidenziato un incremento pari al 32%). Il Tribunale di Catania nel 2025 ha dichiarato il 27% delle procedure dichiarate in tutta la Regione, mentre nel 2024 la percentuale era pari al 40%. 
Al 31 dicembre 2025, il Tribunale di Palermo secondo Tribunale della Regione ha dichiarato 100 procedure ed evidenzia un incremento di 4 liquidazioni giudiziali e fallimenti, pari al 4% circa, rispetto al 31 dicembre 2024 (il Tribunale di Palermo nel medesimo periodo dell’anno scorso aveva evidenziato un incremento del 3%). Il Tribunale di Palermo nel 2025 ha dichiarato il 18% delle procedure dichiarate in tutta la Regione, mentre nel 2024 la percentuale era pari al 15%. 
Al 31 dicembre 2025, il Tribunale di Siracusa terzo Tribunale della Regione ha dichiarato 47 procedure ed evidenzia un decremento di 18 liquidazioni giudiziali e fallimenti, pari al 28% circa, rispetto al 31 dicembre 2024 (il Tribunale di Siracusa nel medesimo periodo dell’anno scorso aveva evidenziato un incremento del 12%). Il Tribunale di Siracusa nel 2025 ha dichiarato l’8% delle procedure dichiarate in tutta la Regione, mentre nel 2024 la percentuale era pari al 9%. 
I primi tre Tribunali della Sicilia sopra indicati hanno dichiarato nell’anno 2025 298 procedure pari al 53% della Regione, mentre nel 2024 la percentuale era pari al 64%. 

Tabella 2 
CONFRONTO TRA LE LIQUIDAZIONI GIUDIZIALI ED I FALLIMENTI DICHIARATI AL 31/12/2025 CON I FALLIMENTI DICHIARATI AL 31/12/2019 
 
Rispetto all’anno 2019 (anno Pre-Covid) le procedure nell’anno 2025 evidenziano un decremento di 179 unità pari al 24%. Nel 2019 i fallimenti erano 738, mentre le procedure al 31/12/2025 sono pari a 559. 
Quattro Tribunali evidenziano un incremento (Agrigento, Caltagirone, Marsala e Termini Imerese), mentre 12 Tribunali evidenziano un decremento. L’incremento percentuale maggiore è del Tribunale di Termini Imerese con l’88%, mentre il decremento maggiore è del Tribunale di Sciacca con il 90% (dato non significativo per il numero limitato di procedure). 
Il Tribunale di Catania evidenzia un decremento del 28% leggermente superiore al valore medio di tutta la Regione pari al 24%. 

Tabella 3 
NUMERO DELLE LIQUIDAZIONI GIUDIZIALI E DEI FALLIMENTI DICHIARATI NEGLI ULTIMI 6 ANNI DALL’ANNO 2020 ALL’ANNO 2025 CON INDICAZIONE DELLA MEDIA DEI 6 ANNI. 
Nell’anno 2024 si è assistito ad un picco di procedure pari a 660. Nell’anno 2022 le procedure erano state 558, mentre nell’anno 2025 sono state 559 con un incremento di una sola procedura. In 6 anni le procedure totali sono state 3.527 con una media annua di 588. Il Tribunale di Catania ha dichiarato 1.257 procedure pari al 36% del totale con una media annua di 210. Il Tribunale di Palermo ha dichiarato 603 procedure pari al 17% del totale con una media annua di 101.  Il Tribunale di Siracusa ha dichiarato 297 procedure pari all’8% del totale con una media annua di 50. 

Tabella 4 
CONFRONTO TRA LE LIQUIDAZIONI GIUDIZIALI ED I FALLIMENTI MEDI DICHIARATI IN 6 ANNI DAL 2020 AL 2025 CON I FALLIMENTI DICHIARATI AL 31/12/2019 
Rispetto all’anno 2019 il numero delle procedure medie dichiarate negli ultimi 6 anni evidenzia un decremento di 150 unità pari al 20%. Tredici Tribunali evidenziano un segno meno, mentre solo tre Tribunali evidenzia un segno positivo. La diminuzione percentuale più elevata si evidenzia a Sciacca con -60% mentre la diminuzione percentuale più bassa è stata rilevata a Caltanisetta con -17%. Il Tribunale di Termini Imerese ha rilevato un incremento del 30%.  
In sintesi si è assistito per la Sicilia:  
- ad un decremento nell’anno 2025 del numero delle Liquidazioni Giudiziali e dei Fallimenti rispetto al 31/12/24 con una diminuzione del 15%, pari a 101 procedure in meno, mentre l’anno precedente (31/12/23- 31/12/24) erano state dichiarate n. 92 procedure in più rispetto al 31/12/2023 pari al 16%; 
- ad un decremento del numero delle Liquidazioni Giudiziali e dei Fallimenti evidenziate nell’anno 2025 rispetto all’anno 2019 prima del COVID-19 con un calo del 24% circa, pari a 179 procedure in meno; 
- ad un incremento di 1 sola procedura dall’anno 2022 all’anno 2025; 
- ad un decremento del numero delle Liquidazioni Giudiziali e dei Fallimenti medi evidenziati in sei anni rispetto all’anno 2019 prima del COVID-19 con un calo del 20% circa, pari a 150 procedure in meno. 
Rispetto al passato tutto è diventato più veloce. In un arco temporale brevissimo possono accadere avvenimenti che cambiano totalmente gli scenari economici e quindi il tempo di reazione è fondamentale. Sappiamo quanto denaro abbiamo, ma non sappiamo quanto tempo abbiamo a disposizione. Noi non possediamo il Tempo ma possiamo e dobbiamo usarlo al meglio. 
L’Intelligenza Artificiale porterà nei prossimi anni grandi modifiche nell’attività imprenditoriale e di conseguenza nella vita di tutte le persone. 
In questo momento storico, così complicato, abbiamo sempre più la necessità di imprenditori “illuminati” che abbiano come obiettivo principale di migliorare la vita delle persone con la tecnologia e l’innovazione rispettando l’etica ed i valori. 
Concludo con un pensiero di un grande imprenditore che aveva queste caratteristiche e precisamente Mino Zucchetti, fondatore del primo gruppo italiano di software, che ripeteva spesso ai suoi più stretti collaboratori “Chi non si distingue si estingue”.

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