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Cass., Sez. Un., 16 novembre 2022, n. 33719, Pres. Raimondi, Est. Lamorgese

MUTUO FONDIARIO – Superamento del limite di finanziabilità – Conseguenze – Nullità – Esclusione.

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In tema di mutuo fondiario, il limite di finanziabilità di cui all’art. 38, comma 2, del D.Lgs. n. 385 del 1993, non è elemento essenziale del contenuto del contratto ma elemento meramente specificativo o integrativo dell’oggetto del contratto; non integra norma imperativa la disposizione con la quale il legislatore ha demandato all’Autorità di vigilanza sul sistema bancario di fissare il limite di finanziabilità nell’ambito della «vigilanza prudenziale» (cfr. artt. 51 ss. e 53 t.u.b.) atteso che la violazione della stessa, se posta a fondamento della nullità (e del travolgimento) del contratto (nella specie, del mutuo ormai erogato cui dovrebbe conseguire anche il venir meno della connessa garanzia ipotecaria), potrebbe condurre al risultato di pregiudicare proprio l’interesse che la norma intendeva proteggere, che è quello alla stabilità patrimoniale della banca e al contenimento dei rischi nella concessione del credito.

Massima Ufficiale
Riproduzione riservata

art. 38 D.Lgs. n. 385/1993
art. 51 D.Lgs. n. 385/1993
art. 53 D.Lgs. n. 385/1993
art. 117 D.Lgs. n. 385/1993