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News a cura di Angela Randazzo

  • 24 Novembre 2022

    Rapporto Cerved PMI 2022

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    Il documento evidenzia come l’immobilismo verso la crisi climatica possa mettere a rischio le attività economiche. Chi non interverrà sui rischi fisici legati alla crisi climatica avrà nel 2050 il 25% in più di probabilità di default rispetto a oggi e il 44% in più rispetto a chi investe. Il rapporto ha inoltre svelato l’ottimo andamento economico finanziario delle PMI nel 2021, purtroppo capovolto dal nuovo scenario dettato dalla guerra e dalla crisi energetica: nello scenario peggiore, nel biennio 2022-23 aumenterà la rischiosità delle imprese e i fatturati si contrarranno, generando nel 2023 una dinamica recessiva (-1%) con effetti molto più pronunciati nei settori ad alta dipendenza dal gas e dall’energia. Secondo Cerved Group Score Forward Looking, l’indice di rischio prospettico di Cerved, nello scenario peggiore – escalation del conflitto russo-ucraino, blocco delle forniture di gas, mancata implementazione del PNRR – le PMI in area di sicurezza si ridurrebbero dall’attuale 46,7% al 35,7% mentre quelle rischiose salirebbero dal 5,7% al 7,5% e quelle vulnerabili dal 13,9% al 20,8%. Quanto ai fatturati, nello scenario più pessimista si contrarrebbero in media dell’1% (-2,4% il MOL), generando nel 2023 una dinamica recessiva (-1%) causata dalla riduzione dei consumi (-0,6%) e dalla stagnazione di investimenti (+1,6%) ed export (+1,9%), con effetti molto più pronunciati nei settori ad alta dipendenza dal gas e dall’energia.