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Giuliano Buffelli, Professore incaricato presso l'Università di Bergamo

Il D.L. n. 118/2021 e la problematica delle note di variazioni IVA

7 Settembre 2021

La perdurante crisi economica accentuata dalla pandemia Covid 19 unitamente all’avvicinarsi del termine entro il quale va recepita la direttiva UE (n. 2019/1023) hanno indotto il legislatore a nuovamente intervenire in tema di crisi di impresa. Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 202 del 24/08/2021 è stato emanato il decreto legge n. 118 rubricato “misure urgenti in materia di crisi di impresa e di risanamento aziendale, nonché ulteriori misure urgenti in materia di giustizia”.
Il decreto legge in esame sposta l’entrata in vigore del codice della crisi e dell’insolvenza (DLgs 14/2019) dal 1/9/2021 al 16/05/2022, rinvia al 2024 le procedure di allerta e di composizione assistita della crisi, introduce dal 15/11/2021 il nuovo istituto riferito alla procedura di composizione negoziata per la soluzione della crisi; introduce, dal giorno successivo alla sua pubblicazione in GU e quindi dal 25/08/2021, varie disposizioni che, intervenendo/innovando istituti già presenti nella LF e nel codice della crisi, hanno quale finalità quella di fornire a imprenditori in difficoltà ulteriori strumenti, più elastici e meno onerosi per gestire il risanamento delle imprese in crisi.
Nell’ambito delle numerose novità spicca sicuramente quella della “composizione negoziata”, per la quale l’attenzione di questo intervento è rivolto alle misure premiali di natura fiscale di cui all’art. 14, misure sicuramente finalizzate ad incentivarne l’utilizzo.
Dall’accettazione dell’incarico da parte dell’esperto e sino alla conclusione della composizione negoziata ex art. 11 co 1/2 del DL rilevano: la riduzione alla soglia legale degli interessi sui debiti tributari; la riduzione al minimo delle sanzioni fiscali se il termine assegnato per versarle in misura ridotta scade dopo la presentazione dell’istanza per l’accesso alla composizione negoziata; riduzione del 50% delle sanzioni e interessi sui debiti tributari sorti prima del deposito dell’istanza di nomina dell’esperto nelle situazioni previste dall’art. 11 co 2/3 del DL e rateazioni delle imposte non versate nel caso di pubblicazione nel registro delle imprese del contratto di cui all’art. 11 co 1 lett. a), e dell’accordo di cui all’art. 11 co 1 lett c) del DL (l’Agenzia delle Entrate su istanza dell’imprenditore, istanza sottoscritta anche dall’esperto, concede un piano di rateazione fino a un massimo di 72 rate mensili).
Nel caso di successiva dichiarazione di fallimento o di accertamento dello stato di insolvenza, gli interessi e le sanzioni sono dovuti senza le riduzioni di cui ai commi 1/2 dell’art. 14.
Rilevano poi altre misure premiali di rilevante interesse sia per il debitore che accede alla composizione negoziata che per i suoi creditori: trattasi della applicazione degli artt. 88 co 4 ter e 101 co 5 Tuir rispettivamente riferiti alla non tassazione del cd bonus da esdebitazione e della deducibilità fiscale delle perdite su crediti che i creditori delle imprese che ricorrono alla composizione assistita possono subire.
Quello che ha stimolato questo intervento risiede nel fatto che, mentre nello schema di decreto legge divulgato il 5/8 rilevava tra i “benefici fiscali” il riferimento all’art. 26 co 3 bis della legge IVA (Note di variazione/procedure concorsuali e preconcorsuali), nel testo del DL 118 il richiamo non è più riportato.
Si ricorda che il comma 3 bis dell’art. 26 della legge IVA (dopo le modifiche apportate dal DL 73/2021 conv. nella L 106/2021) prevede che il cedente di beni o il prestatore di servizi può, già al momento di apertura della procedura concorsuale o dalla data di omologa di un accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182 bis LF o dalla data di pubblicazione nel registro delle imprese di un piano attestato ex co 3 lett. d) art. 67 LF, emettere nota di variazione in diminuzione al fine di recuperare l’IVA versata al momento di emissione della fattura.
Tale modifica all’art. 26 riguarda le procedure avviate dal 26/5/2021 ovvero successivamente all’entrata in vigore del decreto sostegni bis (DL 73/2021).
L’avere dimenticato, rispetto a quanto previsto dallo schema di decreto si spera, sia dovuto a errore; in caso contrario sarebbe curioso che, creditori di un debitore che ricorre a un piano attestato di risanamento ex art. 67 co 3 lett. d) LF (che come noto è strumento totalmente privatistico) abbiano la possibilità di recuperare l’IVA con nota di variazione in diminuzione già dalla data di pubblicazione nel registro delle imprese del piano attestato mentre quelli riferiti a debitori che ricorrono alla composizione negoziata (strumento pure di matrice totalmente privatistica) non la abbiano.
Il solo riferimento all’art. 26 co 3 bis IVA non consente assolutamente di emettere, nell’ipotesi in esame, nota di variazione in diminuzione.
Si spera trattarsi di dimenticanza.

 

 Prof. Giuliano Buffelli