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Trib. Verona, Sez. Pen., 10 marzo 2022, Pres. Est. Lanni

BANCAROTTA – Possibile responsabilità dell’amministratore solo formale – Sussiste.

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L’assunzione solo formale della carica gestoria non comporta l’automatica esenzione dell’amministratore per i reati previsti dagli artt. 216 e ss. L. fall., perché, in base al diritto societario, l’assunzione della carica, anche solo formale, rende in ogni caso l’amministratore destinatario degli obblighi relativi alla conservazione del patrimonio sociale e alla tenuta delle scritture contabili, ricavabili dagli artt. 2380 bis, 2392, 2394 e 2214 e ss. c.c.
L’amministratore solo formale può quindi sempre rispondere, quanto meno a titolo di colpa, dell’omessa, irregolare o incompleta tenuta delle scritture contabili ai sensi dell’art. 217, comma 2, L. fall., anche se queste condotte siano materialmente poste in essere dagli amministratori di fatto o dai professionisti delegati.
L’amministratore solo formale, che non partecipi in alcun modo alla gestione della società, può inoltre rispondere delle condotte dolose previste dagli artt. 216, 218 e ss. L. fall. poste in essere dagli amministratori di fatto, in forza del disposto di cui all’art. 40, comma 2, c.p. e degli obblighi di conservazione del patrimonio sociale e di tenuta delle scritture contabili su richiamate.
Riproduzione riservata

art. 216 L. fall.
art. 217, comma 2, L. fall.
art. 218 L. fall.
art. 40, comma 2, c.p.