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Trib. Milano, 20 aprile 2022, Est. Ghinoy

CONCORDATO  PREVENTIVO - Cd. “In bianco” - DURC - Sussistenza dei presupposti - Fondamento.

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Il concordato preventivo cd. “in bianco” (o “prenotativo” o “con riserva”) comporta l'automatica esclusione del pagamento dei crediti contributivi sorti anteriormente all'apertura del procedimento, i quali vanno soddisfatti all’interno del concorso. Pertanto ricorrono i presupposti per il rilascio del documento unico di regolarità contributiva (DURC), trovando applicazione l’art. 3, comma 2, lettera b), del DM 30 gennaio 2015, in forza del quale la regolarità in parola sussiste in ipotesi di sospensione dei pagamenti a seguito di disposizioni normative.
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art. 3, comma 2, lettera b), DM 30 gennaio 2015
art. 161, comma 6, L. fall.
art. 168 L. fall. 

POSTILLA

Il DURC nel concordato con riserva

di Antonio Pezzano, Avvocato in Firenze

26 Aprile 2022

Il provvedimento ex art.700 c.p.c del Giudice del lavoro meneghino supera il diverso indirizzo che non ritiene rilasciabile il DURC durante il concordato con riserva, considerando non ancora apprezzabile, in tale fase, se il piano concordatario condurrà  - o meno - all’integrale pagamento dei debiti previdenziali preteso dalla normativa secondaria di riferimento e segnatamente dall’art.5 del D.M. 30 gennaio 2015.
La pronuncia annotata accoglie il ricorso del debitore, muovendosi su un crinale motivazionale contraddistinto da elementi di novità rispetto a precedenti decisioni intervenute sulla stessa tematica.
Essa muove, infatti, dal fondamentale precetto - caratterizzante ab initio il concordato preventivo anche nella  sua eventuale parentesi con riserva - contenente il divieto di pagamento di qualsiasi creditore anteriore ex art.168, co. 1, L. fall. Su tale base il Giudice evidenzia anzitutto che la disposizione  applicabile  in tema, durante la fase x art.161, co. 6, L. fall., non va rinvenuta nell’art. 5 cit.,bensì nell’art. 3, co.2 dello stesso D.M., al cui lume si determina una presunzione legale di regolarità contributiva per il caso di “sospensione dei pagamenti in forza di disposizioni legislative”.
D’altra parte - si aggiunge - che oggi sussiste comunque qualche dubbio sulla compatibilità della norma regolamentare di cui all’ art. 5 richiamato con il nuovo art. 180, co.4, L. fall. nel testo  risultante dalle modifiche di cui all’art. 20 , L. 147/2021,  a mente del quale “Il tribunale omologa il concordato preventivo anche in mancanza di adesione da parte dell'amministrazione finanziaria o degli enti gestori di forme di previdenza o assistenza obbligatorie quando l'adesione è determinante ai fini del raggiungimento delle maggioranze di cui all'articolo 177 e quando, anche sulla base delle risultanze della relazione del professionista di cui all'articolo 161, terzo comma, la proposta di soddisfacimento della predetta amministrazione o degli enti gestori di forme di previdenza o assistenza obbligatorie è conveniente rispetto all'alternativa liquidatoria”. Questa norma supera, in effetti, l’obbligatorietà  del pagamento integrale dei debiti previdenziali in caso di concordato preventivo. Il che non può non avere ripercussioni anche sul rilascio del DURC, corroborando la correttezza della conclusione che vede nell’art.3 cit. la norma di riferimento in materia.