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Trib. Bergamo, 5 luglio 2022, Est. Randazzo

COMPOSIZIONE NEGOZIATA – Finanziamenti prededucibili ex art. 10 D.L. n. 118/2021 – Reversibilità dell’insolvenza – Strumentalità del finanziamento alla continuità aziendale – Migliore soddisfazione dei creditori – Accoglimento.

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L’autorizzazione a contrarre un finanziamento prededucibile si pone come risposta alla necessità, o anche solo all’utilità di ottenere, nel corso delle trattative che si svolgono durante la composizione negoziata, finanziamenti in funzione del risanamento e della prosecuzione dell’attività di impresa. In tale contesto, il vaglio del Tribunale non può prescindere dalla verifica dell'elemento oggettivo su cui l’imprenditore ha avuto accesso alla composizione negoziata, che è lo «squilibrio patrimoniale o economico - finanziario che rende probabile la crisi o l’insolvenza», purché risulti «ragionevolmente perseguibile il risanamento dell’impresa» (art. 2, comma 1, D.L. n. 118/2021); valutazione, questa, necessariamente da condursi esaminando (i) il piano di risanamento proposto dall’imprenditore in crisi e (ii) il complessivo fabbisogno finanziario del debitore. Entro tali precisi parametri va esaminata la strumentalità del finanziamento alla continuità aziendale, come esito prospettico dell’ipotesi di risanamento, da un lato; e alla migliore soddisfazione dei creditori, fondato su un giudizio di natura prognostica tra la situazione in cui non sia erogato il finanziamento e quella in cui l’impresa possa beneficiarne, ancorché gravata da un ulteriore e nuovo credito in prededuzione, dall’altro lato.
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art. 10 D.L. n. 118/2021