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Cass., Sez. Un., 4 aprile 2022, n. 10860, Pres. Curzio, Est. Stalla

COMPETENZA - Istanza di fallimento nei confronti di una società - Trasferimento della sede sociale all'estero - Presunzione di cui all'art. 3, par. 1, Reg. (CE) n. 1346/2000 - C.d. “COMI” - Prova contraria - Ammissibilità - Condizioni.

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In tema di istanza di fallimento nei confronti di una società che abbia trasferito all'estero la propria sede, l'art. 3, par. 1, del Reg. (CE) n. 1346 del 29 maggio 2000, relativo alle procedure di insolvenza, applicabile ratione temporis, conformemente a quanto stabilito dalla Corte di Giustizia UE - ordinanza 24 maggio 2016, causa C-353/15 - dev'essere interpretato nel senso che, qualora la sede statutaria di una società sia stata trasferita da uno Stato membro ad un altro Stato membro, il Giudice, investito successivamente a detto trasferimento di una domanda di apertura di una procedura di insolvenza nello Stato membro di origine, può superare la presunzione di coincidenza del centro degli interessi principali (cd. COMI) con la nuova sede statutaria posta in altro Stato, benché in quello di origine la stessa non abbia mantenuto alcuna dipendenza, solo se da una valutazione globale di altri elementi obiettivi e riconoscibili dai terzi, si evince che il centro effettivo di direzione e di controllo di detta società, nonché la gestione dei suoi interessi, continua a trovarsi in tale Stato a tale data. 

Massima Ufficiale
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art. 9 L. fall.
art. 10 L. fall.
art. 3, comma 1, Reg. (CE) n. 1346/2000